Emirati Arabi: il mio viaggio tra deserti, cammelli, moschee, lusso e tecnologia. Dalla sacralità all’utilitarismo.

Gli Emirati Arabi Uniti sono una nazione della penisola araba costituita da sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Rasal-Khaima, Sharah, Umm al-Qaywayn.

Sebbene stia parlando del paese al confine con Oman, Yemen e Arabia Saudita, il quale potrebbe sembrare molto piccolo, si tratta di una delle nazioni più ricche e lussuose al mondo.

Un melting pot di culture, tradizioni, popoli in cui l’eccellenza e la grandezza dominano.

Ho fatto shopping nel centro commerciale più grande al mondo, il Dubai Mall, sono salita su uno dei grattacieli più alti al mondo, il Burj Khalifa, ho sfrecciato i 250 chilometri all’ora al Ferrari Park ad Abu Dhabi, ho percorso immense distese di deserto, ho visitato una delle più grandi strutture in marmo mai costruite dall’uomo: la Moschea Sheikh Zayed ad Abu Dhabi.

“𝐿’𝒽𝑜 𝓋𝒾𝓈𝒾𝓉𝒶𝓉𝒶 𝒶 𝓅𝒾𝑒𝒹𝒾 𝓃𝓊𝒹𝒾, 𝒾𝓃 𝓈𝒾𝓁𝑒𝓃𝓏𝒾𝑜, 𝓂𝒶𝓈𝒸𝒽𝑒𝓇𝒶𝓃𝒹𝑜𝓂𝒾 𝓉𝓇𝒶 𝓁𝒶 𝑔𝑒𝓃𝓉𝑒 𝒹𝑒𝓁 𝓅𝑜𝓈𝓉𝑜.”

Con sguardo curioso ne ho scrutato l’architettura, la sua purezza, la sua sacralità.

Sono diventata una di loro, ho assaggiato i loro cibi, attraversato le loro strade, dipinto le mie mani con la loro henné, conosciuto la loro fede.

ℌ𝔬 𝔠𝔥𝔦𝔲𝔰𝔬 𝔩𝔞 𝔟𝔬𝔠𝔠𝔞 𝔢𝔡 𝔞𝔭𝔢𝔯𝔱𝔬 𝔦𝔩 𝔠𝔲𝔬𝔯𝔢 𝔞 𝔮𝔲𝔞𝔩𝔠𝔬𝔰𝔞 𝔡𝔦 𝔡𝔦𝔳𝔢𝔯𝔰𝔬 𝔢 𝔡𝔦 𝔩𝔬𝔫𝔱𝔞𝔫𝔬 𝔡𝔞𝔩𝔩𝔞 𝔪𝔦𝔞 𝔠𝔲𝔩𝔱𝔲𝔯𝔞.

Poi, degli Emirati, ne ho apprezzato la profanità e l’utilitarismo.

E allora ho pranzato da sceicchi, da un elicottero ho ammirato una delle più grandi isole artificiali costruite ad Abu Dhabi, sono stata spettatrice di uno degli show d’acqua più scenografici al mondo, ho visto le migliori attrazioni al mondo, la vita notturna dei pub e dei bar in spiaggia. Ho fumato il narghilè, mi sono inebriata dei profumi, delle spezie e delle fragranze Emiratine.

Ho sprofondato le piante dei miei piedi nella sabbia del deserto, tra le dune ondeggianti arenose  e sulle gobbe dei cammelli ho percorso chilometri al tramonto, ho assaggiato quello che da secoli è usato come medicinale e alimento di prima necessità dai popoli nomadi nel deserto: il latte di cammella.

Di ricordi, sapori, e odori ne ho colmo il cuore.

𝒬𝓊𝒶𝓃𝒹𝑜 𝓋𝒾𝒶𝑔𝑔𝒾𝒶𝓉𝑒, 𝓃𝑜𝓃 𝑜𝓈𝓈𝑒𝓇𝓋𝒶𝓉𝑒 𝒸𝑜𝓃 𝑔𝓁𝒾 𝑜𝒸𝒸𝒽𝒾 𝓂𝒶 𝒻𝒶𝓉𝑒𝓁𝑜 𝒸𝑜𝓁 𝒸𝓊𝑜𝓇𝑒, vedrete che anche culture molto diverse e lontane dalla vostra vi sorprenderanno. Perché c’è tanta cultura araba intorno a noi e neanche ce ne accorgiamo.

Dott.ssa Rossella Occhipinti

Bussolamente.it

Interprete e Traduttrice – Camera di Commercio di Trapani

Docente di lingua Inglese e Francese

Per consigli scrivete a rossellaocchipinti@libero.it

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